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Cimitero saturo, cremazioni d'ufficio

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Tags: TrentoCimiterosaturocremazionid'ufficiocrematorio

Il dirigente dei servizi funerari Carmelo Passalacqua, che della materia è un supertecnico pur avendo anche un approccio umanistico-filosofico, parla di «esumazioni a tappeto». Ma l'espressione non deve inquietare, perché le conseguenze per i cittadini sono minime. La novità è che i resti dei defunti saranno sottratti alla terra (e in gran parte cremati) dopo i rituali 10-15 anni di sepoltura. Finora - i non addetti ai lavori lo ignorano - le spoglie dei defunti e le bare consunte dal tempo restavano nel camposanto (... "e polvere ritornerai") lasciando in maniera naturale posto ai "nuovi arrivati". Avviene dal 1826, data in cui fu costruito il cimitero monumentale.

La legge stabilisce che trascorsi 10 anni di sepoltura l'amministrazione pubblica possa rimuovere la tomba, per garantire la rotazione dei defunti. A Trento, per questioni organizzative, questo periodo raggiunge mediamente i 15 anni. E dopo che succede? «Si scava la nuova fossa a 50 centimetri di distanza - spiega Passalacqua - e passati altri 15 anni si torna a seppellire in quella originale». Una prassi che però, in quasi due secoli, ha portato a "saturare" il terreno. «Il campo comune è diventato una specie di ossario unico, che oggi non riesce più a svolere la sua funzione di mineralizzazione, cioè a favorire la decomposizione delle salme».

Solo il 20% di queste, infatti, quando sono esumate risultano mineralizzate (restano solo le ossa, avviate all'ossario comune). Da qui la decisione di correre ai ripari: «D'ora in poi con l'asportazione della tomba provvederem
o anche all'esumazione d'ufficio di tutti i defunti. Finora si facevano solo quelle su richiesta, cioè il 20%». I parenti hanno diverse opzioni: «Mandiamo una lettera e loro possono scegliere se avere un loculo o conservare le ceneri a casa. Chi rinuncia è circa la metà e in quel caso siamo noi, in base a una circolare, a farci carico della cremazione». Questione anche di soldi e in tempi di crisi pure il caro estinto per qualcuno può rappresentare un costo superiore alle proprie possibilità.

Per l'esumazione e la contestuale tumulazione nel loculo, infatti, si spendono 337 euro. Scegliendo di portare l'urna a casa, si rischia di sborsare di più, perché ai 150 euro della sola esumazione bisogna aggiungerne altri 50 dell'"affidamento familiare" e il costo della cremazione dei resti, che è obbligatoria perché è vietato tenere sopra il caminetto (o vicino al comò, scegliete voi) resti ossei non inceneriti. Il costo è variabile: sui 300 euro se la salma è inconsunta o 163 se si tratta del solo scheletro. Chi sceglie la soluzione casalinga è una minima parte: il 5%, cioè una ventina di defunti l'anno sui 400 totali. C'è anche un 7% che rifiuta la cremazione e paga 200 euro per reinumare i corpi dei propri cari, questa volta non a un metro e mezzo di profondità ma solo a 80 centimetri (con cippo).

In prospettiva Palazzo Thun punta ad estendere le esumazioni d'ufficio anche agli altri 20 cimiteri comunali, che a questo scopo stanno venendo attrezzati con ossari e cinerario. Nel monumentale di via Rosmini, intanto, si sta lavorando alacremente all'interno del campo uno. «Abbiamo cremato un centinaio di inconsunti in più», spiega Passalacqua, il che ha costretto il dirigente ad alzare il budget da 170 a 195 mila euro. In primavera invece saranno esumati tutti i defunti dei campi 9 e 10, (lasciati indietro tanto da ospitare defunti sepolti 18 anni fa) dove sorgerà il tempio crematorio. «Quando sarà pronto, nel 2015, stimiamo di salire dall'attuale 40% al 50%, come a Bolzano e in tutta Europa».




Massa: false cremazioni, udienza shock

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Tags: Massafalsecremazioniudienzashock
Provoca molto dolore parlare di quello che è successo nel cimitero di Mirteto, a Massa, dove i parenti dei defunti pagavano per delle false cremazioni. Durante l’udienza sono stati ascoltati alcuni parenti di defunti che hanno potuto constatare, loro malgrado, quello che realmente succedeva. Molti di loro arrivano dall’Emilia Romagna, oltre che da Massa, semplicemente per la velocità con cui promettevano di eseguire le cremazioni (solo 4 giorni); la verità scoperta è un’altra.
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